Tonia racconta: Sono mamma di 4 creature tra gli 8 anni e i 6 mesi. A partire dal primo figlio all'ultimo l'esperienza con il parto in sé è andata nettamente migliorando, facendomi prendere coscienza del mio corpo e dell'utilità del dolore .Ovviamente le difficoltà non sono mancate e neppure le tristi esperienze avute con il personale ospedaliero ma non storie di malasanità piuttosto di poca umanità! Il primo parto è stato lunghissimo, io inesperta e a digiuno(causa prematuro ricovero) dalla sera prima e dopo 12 e + ore di travaglio nelle quali imploravo un cesareo perchè svenivo ogni minuto(appena aprivo gli occhi vedevo l'ora) e soffrivo come un cane a star ferma su quell'antipatico lettino della sala travaglio con l'assordante battito del mio bambino che mi risuonava nelle orecchie !!!Per fortuna ce l'ho fatta a farlo venire al mondo . .ma certamente avrei potuto viverla meglio!Era il lontano 2003.. Dopo 4 anni e mezzo è arrivata la mia seconda creatura . .questa volta tutta un'altra storia . . Il giorno del termine perdo il tappo di consistenza questa volta liquida . .chiamo l'ospedale temendo fosse una perdita di liquido e mi dicono di andare per una visita e il medico di turno mi dice di star tranquilla,il corpo si prepara al parto ma avrei potuto partorire come tra un giorno ma anche tra 1 settimana!Io tranquilla vado a casa e alla sera mentre al tempo vedevo Un posto al sole comincio a sentire qualche doloretto..vado verso le 22 a letto con mio marito in agitazione . .dormo ma sempre vigile mi risveglio alle 24:00 vado in bagno con il bisogno di scaricare e come da letteratura svuoto l'intestino e ridendo e scherzando mi faccio il travaglio in bagno,in piedi davanti alla lavatrice sfogliando riviste!Poi alla fine sveglio mio marito andiamo in H e arrivo lì con le spinte e in 19 minuti è nato . .una goduria immensa . .tre spinte e via BELLISSIMA ESPERIENZA.. Con il mio terzo bimbo ho partorito alla 42 settimana(avevo firmato per non farmi indurre il parto pensando che come erano partiti gli altri parti anche questo lo avrebbe fatto senza bisogno di aiuti esterni) grazie ad uno scollamento delle membrane fatto il pomeriggio prima dalla Dott.ssa di turno quando sono andata a fare i monitoraggi!Io ho sempre avuto il terrore del parto indotto: è andata così e così . .sono andata in ospedale troppo presto e le troppe mani addosso mi hanno agitata e non mi hanno permesso di vivermi il travaglio e il dolore con serenità . .comunque senza complicazioni e grazie alla professionalità del personale la mia terza creatura è nata con un parto naturale ma forse con troppa invadenza del personale stesso . .poco rispetto per la naturalità dell'evento e troppa fretta di arrivare al punto purtroppo!!!! Quarto parto: anche qui in ritardo di una settimana...ansia e timore che mi si ripresentasse di nuovo lo spauracchio dell'induzione all'orizzonte..non ho potuto fare tutti monitoraggi perchè non riuscivo ad organizzarmi coi bambini a casa (suocero in ospedale, mia madre malata a 700 Km di distanza, mio marito nel pieno del lavoro e mia suocera che gestisce un bar nel periodo più impegnativo del lavoro) e invece grazie agli spermini di mio marito (io mi ero già comperata una bottiglia di olio di ricino come estrema ratio) la sera prima alla 41esima settimana ecco le prime avvisaglie..Tutta la notte piccole contrazioni irregolari e la mattina l'apoteosi anche se quando mi sedevo perdevano di intensità e regolarità e temevo fosse un falso allarme!!! Invece alle 10:30 del mattino con mio marito e mia suocera a casa che mi tiene i bambini (per fortuna ha deciso di nascere il giorno di chiusura del bar) andiamo verso l'ospedale e decido però di non entrarci se non con la sensazione delle spinte...così mi faccio tutto il travaglio con mio marito in macchina e quando avverto le prime spinte scendo e ci dirigiamo in reparto...tutti gli accertamenti del caso e appurato che ero già a dieci centimetri di dilatazione andiamo in sala parto..sempre la stessa storia, io distesa sul lettino che spingevo e il bambino ancora alto..dopo aver spinto non so quante volte e con delle emorroidi (causa spinta errata) come due palline da ping pong entra un ANGELO per me..che poi ho scoperto essere il primario e mi chiede come sta andando..ed io a mezza bocca dico che sono stanca di spingere e che nulla si muove...allora mi propone lo sgabello (WOW un miracolo) e io gli dico che seduta sto peggio e allora lui mi dice che senza problemi posso mettermi in piedi..che sollievo..con poche spinte è sceso ed è venuto fuori.. Se non fosse venuto lui starei ancora lì a spingere! :D....Per me allattamento prolungato e cosleeping sono stati e sono la mia salvezza ,ho cosi' tenuto a bada disturbi del sonno e ansie d'allontanamento riuscendo io a riposare e i bambini a stare sereni! Ridendo e scherzando son quasi 6 anni che allatto e con gli ultimi due faccio allattamento condiviso ..non capisco il perchè non l'abbia fatto anche con gli altri..forse a causa di cattivi consigli, terrorismo inutile e l'errata informazione??!!Purtroppo manca ancora tanto e molte donne ignorano ancora la loro piena possibilità e il loro dovere di allattare il bambino..Eppure e' la cosa più' naturale e bella del mondo...Il blog dell'associazione Zucchero e Miele - Casa del Maternage nasce dall'unione di due Ostetriche e due Psicoterapeute. Ha per oggetto lo svolgimento di attività di percorsi di sostegno a tutti coloro che sono coinvolti ed interessati alle tematiche della gravidanza, del puerperio, della prima infanzia, della genitorialità e dell’adolescenza e la promozione del ruolo fondamentale della donna nella nostra società.
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lunedì 6 agosto 2012
Tonia racconta la nascita di Amos, Milo, Ivan e Tito
Tonia racconta: Sono mamma di 4 creature tra gli 8 anni e i 6 mesi. A partire dal primo figlio all'ultimo l'esperienza con il parto in sé è andata nettamente migliorando, facendomi prendere coscienza del mio corpo e dell'utilità del dolore .Ovviamente le difficoltà non sono mancate e neppure le tristi esperienze avute con il personale ospedaliero ma non storie di malasanità piuttosto di poca umanità! Il primo parto è stato lunghissimo, io inesperta e a digiuno(causa prematuro ricovero) dalla sera prima e dopo 12 e + ore di travaglio nelle quali imploravo un cesareo perchè svenivo ogni minuto(appena aprivo gli occhi vedevo l'ora) e soffrivo come un cane a star ferma su quell'antipatico lettino della sala travaglio con l'assordante battito del mio bambino che mi risuonava nelle orecchie !!!Per fortuna ce l'ho fatta a farlo venire al mondo . .ma certamente avrei potuto viverla meglio!Era il lontano 2003.. Dopo 4 anni e mezzo è arrivata la mia seconda creatura . .questa volta tutta un'altra storia . . Il giorno del termine perdo il tappo di consistenza questa volta liquida . .chiamo l'ospedale temendo fosse una perdita di liquido e mi dicono di andare per una visita e il medico di turno mi dice di star tranquilla,il corpo si prepara al parto ma avrei potuto partorire come tra un giorno ma anche tra 1 settimana!Io tranquilla vado a casa e alla sera mentre al tempo vedevo Un posto al sole comincio a sentire qualche doloretto..vado verso le 22 a letto con mio marito in agitazione . .dormo ma sempre vigile mi risveglio alle 24:00 vado in bagno con il bisogno di scaricare e come da letteratura svuoto l'intestino e ridendo e scherzando mi faccio il travaglio in bagno,in piedi davanti alla lavatrice sfogliando riviste!Poi alla fine sveglio mio marito andiamo in H e arrivo lì con le spinte e in 19 minuti è nato . .una goduria immensa . .tre spinte e via BELLISSIMA ESPERIENZA.. Con il mio terzo bimbo ho partorito alla 42 settimana(avevo firmato per non farmi indurre il parto pensando che come erano partiti gli altri parti anche questo lo avrebbe fatto senza bisogno di aiuti esterni) grazie ad uno scollamento delle membrane fatto il pomeriggio prima dalla Dott.ssa di turno quando sono andata a fare i monitoraggi!Io ho sempre avuto il terrore del parto indotto: è andata così e così . .sono andata in ospedale troppo presto e le troppe mani addosso mi hanno agitata e non mi hanno permesso di vivermi il travaglio e il dolore con serenità . .comunque senza complicazioni e grazie alla professionalità del personale la mia terza creatura è nata con un parto naturale ma forse con troppa invadenza del personale stesso . .poco rispetto per la naturalità dell'evento e troppa fretta di arrivare al punto purtroppo!!!! Quarto parto: anche qui in ritardo di una settimana...ansia e timore che mi si ripresentasse di nuovo lo spauracchio dell'induzione all'orizzonte..non ho potuto fare tutti monitoraggi perchè non riuscivo ad organizzarmi coi bambini a casa (suocero in ospedale, mia madre malata a 700 Km di distanza, mio marito nel pieno del lavoro e mia suocera che gestisce un bar nel periodo più impegnativo del lavoro) e invece grazie agli spermini di mio marito (io mi ero già comperata una bottiglia di olio di ricino come estrema ratio) la sera prima alla 41esima settimana ecco le prime avvisaglie..Tutta la notte piccole contrazioni irregolari e la mattina l'apoteosi anche se quando mi sedevo perdevano di intensità e regolarità e temevo fosse un falso allarme!!! Invece alle 10:30 del mattino con mio marito e mia suocera a casa che mi tiene i bambini (per fortuna ha deciso di nascere il giorno di chiusura del bar) andiamo verso l'ospedale e decido però di non entrarci se non con la sensazione delle spinte...così mi faccio tutto il travaglio con mio marito in macchina e quando avverto le prime spinte scendo e ci dirigiamo in reparto...tutti gli accertamenti del caso e appurato che ero già a dieci centimetri di dilatazione andiamo in sala parto..sempre la stessa storia, io distesa sul lettino che spingevo e il bambino ancora alto..dopo aver spinto non so quante volte e con delle emorroidi (causa spinta errata) come due palline da ping pong entra un ANGELO per me..che poi ho scoperto essere il primario e mi chiede come sta andando..ed io a mezza bocca dico che sono stanca di spingere e che nulla si muove...allora mi propone lo sgabello (WOW un miracolo) e io gli dico che seduta sto peggio e allora lui mi dice che senza problemi posso mettermi in piedi..che sollievo..con poche spinte è sceso ed è venuto fuori.. Se non fosse venuto lui starei ancora lì a spingere! :D....Per me allattamento prolungato e cosleeping sono stati e sono la mia salvezza ,ho cosi' tenuto a bada disturbi del sonno e ansie d'allontanamento riuscendo io a riposare e i bambini a stare sereni! Ridendo e scherzando son quasi 6 anni che allatto e con gli ultimi due faccio allattamento condiviso ..non capisco il perchè non l'abbia fatto anche con gli altri..forse a causa di cattivi consigli, terrorismo inutile e l'errata informazione??!!Purtroppo manca ancora tanto e molte donne ignorano ancora la loro piena possibilità e il loro dovere di allattare il bambino..Eppure e' la cosa più' naturale e bella del mondo...Manuela si racconta
Ho iniziato la gravidanza in un periodo non molto felice ... ho scoperto di aspettare la mia bimba il giorno che ho perso mia zia(un punto di rifermento nella mia vita) be comunque un ottima graviganza... al settimo mese panico pensavo di non essere in grado di fare la mamma e lavorare contemporaneamente e li ho conosciuto una ostetrica fantastica che mi ha sopportato fino alla settimana prima del parto poi siccome faccio la parrucchiera e ho un negozio quindi non potevo rimanere a casa ho sempre lavorato (con l'ansia di partorire in negozio) ....beh una settimana prima della data presunta del parto vado a letto e come sempre attorno alle 11 30 e all'1 mi si e' rotto il sacco cosi dopo aver convinto il mio compagno che preso dal panico mi diceva che probabilmente era solo un po di pipì che non riuscivo a trattenere visto il pancione siamo andati in ospedale subito ricoverata e dopo una giornata di travaglio alle 16 entriamo in sala parto .... ma Ginevra ha voluto aspettare le 20 16 a nascere cosi nel frattempo c'e' stato il cambio turno ed e' arrivata la nostra ormai amica Giovanna a dagli il ben venuto! Un'esperienza fortissima ma stupenda! Non finiro mai di ringraziare Giovanna...perche' mi ha solo aiutato a rendermi consapevole di cio' che potevo e posso fare! Voi ostetriche siete fantastiche! Prima di avere la mia bimba ero un po' scandalizzata nel sentir parlare di cosleeping ed allattamento prolungato ma dopo e' cambiato tutto....Adesso Ginevra ha un anno e ciuccia quando vuole (se non sono al lavoro) e dorme sempre con noi ....forse e' questione di istinto materno che prima non avevo! E poi sicuramente è questa società che ci impone dei modelli che nella realtà non sono quasi mai cosi scontati!
domenica 5 agosto 2012
La nascita di Aurora: Tatiana racconta
Eccomi! io ho perso le acque martedi 22 maggio alle 3\4 di mattina ero di 41+1. sono stata ricoverata alle 5 di mattina in ospedale, avevo le contrazioni ma non ero dilatata x niente. sono stata tutta la notte sotto monitoraggio (quindi non ho dormito x nnt) il mercoledi alle 6 mi hanno messo la fettuccia sono partite le contrazioni più forti e alle 7 di sera ero dilatata di soli 3cm! mi hanno fatto una flebo per aiutarmi con la dilatazione. ero esausta, non mangiavo dal lunedi sera e non dormivo dalla domenica notte! fortunatamente sono partiti i dolori alle 3 ero dilatata di 10 cm ma Aurora non faceva l'ultimo giro per uscire quindi sono stata un'ora in sala travaglio in piedi ke spingevo poi mi hanno fatto per un po di volte la mnovra ma niente. alle 3 e 50 sono entrata in sala parto, 3 spinte con manovra e la mia piccola è nata alle 3 e 58 del giovedi 24 :) ho subito il taglio (scusami non ricordo il nome) e dopo mi hanno detto ke avevano gia chiamato l'anestesista x farmi il cesareo ed è solo grazie a un dottore ke ha insistito x farmi partire naturalmente che ci sono riuscita altrimenti dilatata di 10 cm con l'utero completamente appiattito avrei fatto il cesareo!!
venerdì 3 agosto 2012
La vostra Ostetrica Maria si racconta
Dati generali:
Nome e Cognome: Maria Alagna
Città in cui si esercita: Trapani e Palermo
Recapiti
Email: marialagna@hotmail.it
Sito internet: www.dueostetricheperamiche.jimbo.com
Cell 3287304540
Inizio attività (compresa la formazione)
Mi sono laureata in Ostetricia il 30 novembre 2011 con 110/110 , presso l’Università degli Studi di Palermo, sede formativa Trapani con una tesi intitolata: “Conoscenza e percezione della vagina, esiti dopo il parto e ripresa dei rapporti sessuali”. Dopo la laurea ho deciso di intraprendere l’attività di volontariato presso una struttura ospedaliera pubblica. Nonostante fosse stata un’esperienza da cui avrei imparato tanto non era quello che desideravo per me… penso alla carriera di ostetrica libera professionista, cominciando con la conduzione di corsi: quelli di benessere in gravidanza rivolti alle piccole pance, accompagnamento alla nascita rivolti a donne, coppie e quelli con neogenitori e neonati presso un poliambulatorio insieme ad una mia collega. Presto, inoltre, vorrei allargare i miei ambiti di competenza dedicandomi all’assistenza domiciliare a gravide, puerpere e neonati fisiologici, con particolare attenzione al sostegno emotivo, all’accudimento e alla cura del bambino, alla promozione e al sostegno dell’allattamento al seno.
Storia formativa:
Come è nata l’idea di voler fare l’ostetrica?
Subito dopo essermi diplomata, prendeva forma nella mia mente l'idea di diventare ostetrica, intraprendere questo percorso mi portava pace alla mia mente... l'idea mi rendeva felice! “Perché mi sembrava un ambito abbastanza femminile e legato al fatto di essere una donna che lavora con le donne”. Così mi iscrissi, feci il test di ammissione, ma non passai… Mi sono detta che nei propri sogni bisogna crederci, altrimenti non si realizzano. E dopo questo momento, riprovai, e stavolta riuscii a passare. Non credetti ai miei occhi. Mi sono iscritta al Corso di Laurea in Ostetricia e da allora si è aperto un mondo davanti a me. Di certo non avevo idea di cosa significasse DAVVERO fare l’ostetrica. La mia vera motivazione l’ho maturata un po’ nel tempo.
Come ti aspettavi che fosse il tipo di lavoro?
È chiaro che quando cominciai a frequentare il corso, per me era qualcosa di nuovo, non riuscivo a capire quale fosse il tipo di lavoro, pensavo fosse un qualcosa legato ai bambini. Il tirocinio rappresentò per me una tappa fondamentale, un momento determinante per la mia formazione. Per me fu motivo soprattutto di crescita umana e di maturazione. Mi sono messa in gioco totalmente e sono riuscita a scoprire in me abilità che non pensavo di avere. Il tirocinio mi ha permesso di conoscere che l’ostetrica non è solo colei che "far nascere i bambini”… ma la mia professione, “la cui luce si è in parte spenta”, va al di là di questa banale definizione. Per me essere ostetrica vuol dire accompagnare la donna nel percorso della sua vita, assistendola secondo le sue esigenze e le sue volontà, vedendo la donna come protagonista. Essere curiose, avere interesse per la donna che abbiamo di fronte, volersi sperimentare sono le qualità necessarie per un’ostetrica che voglia far bene il suo lavoro.
Si è rivelato essere come pensavi , se no com’è nella realtà?
Purtroppo non si è rilevato come pensavo. C’è troppa competizione e manca il sostegno tra le colleghe, negli ospedali e sul territorio non viene garantito il massimo dell’assistenza alle donne, manca la continuità assistenziale. Vorrei che fosse data maggiore autonomia e riconoscimento alla figura dell’ostetrica, soprattutto da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Per svolgere questa professione è necessario nutrire interesse, curiosità, passione, amore per quello che si fa, solo amando si può entrare in empatia, cogliendo i bisogni e i desideri che ogni donna ha. Ed è questo che mi dà la forza di fare sempre del mio meglio. Guardare le donne gravide e l'evoluzione della gravidanza dentro di loro mi emoziona tantissimo… E' qualcosa di innato, che ti porti dentro; qualcosa che ti appartiene, come quell'adrenalina che mi scorre quando assisto allo spettacolo della nascita.
Pensi che il corso di laurea necessiti di modifiche? Quali potrebbero essere i miglioramenti nell’iter universitario?
Assolutamente si, il Corso di Laurea necessita delle modifiche. Innanzitutto non ci dovrebbero essere differenze tra i vari Atenei d’Italia. L’istruzione, in quanto servizio pubblico, deve avere un certo livello qualitativo e non ci devono essere disomogeneità nell’erogazione legate alla dislocazione territoriale. Si affrontano delle materie che non ci serviranno mai (biochimica, fisica, statistica etc etc) e si tralascia l’essenza della nostra professione. Inoltre si dovrebbero trattare argomenti che realmente servono nella vita di tutti i giorni, specie argomenti inerenti la libera professione e tematiche riguardanti il dolore del travaglio, la vita del neonato dopo le prime settimane di vita, l’assistenza alle donne nel periodo intorno alla menopausa, l’educazione sessuale.
Quali potrebbero essere i miglioramenti?
Io farei ad esempio, la scuola di ostetricia di 5 anni, nella quale metterei la ricerca e la formazione post-base. Per una persona che decide di svolgere questa professione penso debba essere un ‘esperienza irrinunciabile poter provare come osservatrice un’esperienza di domiciliarità, durante il tirocinio. Toglierei materie inutili e aggiungerei più ore di tirocinio e porrei le basi per il lavoro in libera professione. Bisognerebbe concentrarsi sulla vera arte ostetrica. Saper, saper essere, saper fare.
Formazione post base:
Come hai integrato la formazione di base?
L’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze ed abilità, oltre che essere previsto per legge, è uno degli obblighi deontologici della professione, per cui essendo per natura anche curiosa, ho desiderato approfondire gli argomenti che mi appassionano di più, leggendo molti libri. Dal 10 maggio al 28 giugno 2012 ho frequentato un Corso di Accompagnamento alla nascita in qualità di tirocinante presso L’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, Dipartimento Assistenziale Materno Infantile con la fantastica e professionale Dott.ssa Ostetrica Emanuela Adele Di Chiara. A ottobre, inoltre, vorrei continuare gli studi, spero di superare il test di ammissione per conseguire la laurea specialistica in scienze infermieristiche e ostetriche. Tra i miei programmi vi è anche quello di sostenere un Master. Ho tanti progetti. A ottobre frequenterò un Corso di formazione in: “Il perineo: strategie di attenzione e cura”. Frequento tanti Congressi, convegni, seminari, in modo da tenermi aggiornata.
Quali aspetti o elementi della professione hai deciso di approfondire?
Sempre più convinta col passare del tempo che la professione ostetrica non si basi solamente sul "far nascere i bambini", ho deciso di approfondire tutti gli aspetti della professione, ampliando gli ambiti di competenza e uscendo un po' fuori dagli schemi che la società e la formazione universitaria ci impone e ci ha imposto. Non mi accontento della sala parto! Sono per l'accompagnamento della donna in tutte le fasi della sua vita... voglio essere “un’ostetrica accanto alla donna”. Ho deciso di approfondire la fisiologia della gravidanza e del travaglio-parto, il dolore del parto e le metodiche non farmacologiche per contenerlo, assistenza e sostegno in allattamento, fisiologia dell’allattamento, promozione dell’allattamento, la conduzione dei Corsi di benessere in gravidanza, Corsi di Accompagnamento alla Nascita, Corsi di Sostegno post-nascita con massaggio del bambino.
Cosa significa per te continuare ad aggiornarti?
Continuare ad aggiornarmi significa per me acquisire nuove conoscenze, abilità, competenze aggiornate per poter offrire un’assistenza adeguata e professionale. Essere una buona e brava professionista della sanità.
Storia lavorativa
Qual è stato l’evento saliente che ti ha fatto scegliere la libera professione?
L’evento saliente che mi ha fatto scegliere la libera professione, lo ripeto, fu l’esperienza del volontariato, non mi rendeva felice… Ostetrica non si nasce, si diventa! Nel tempo l’amore per la mia professione è cresciuto, mi sono innamorata di tutto quello che l'ostetrica sa, sa fare, sa essere ed è. Essere libera professionista, vuol dire essere realmente libera, non richiudermi tra quattro mura, ma vivermi giorno dopo giorno tra le donne, tra i loro vissuti; essere un punto di riferimento per loro.
Cosa significa per te lavorare autonomamente?
Poter programmare autonomamente i tempi di lavoro; la libertà di decidere quando lavorare consente anche di lavorare meglio. Significa prendere coscienza, ascoltare i bisogni delle donne senza limiti di tempo, senza orologi e turni. Essere autonoma mi consente di mettere al centro la donna, la coppia nel percorso che devono affrontare, seguendo le evidenze scientifiche e non i protocolli ospedalieri.
Quanto sono stati importanti le esperienze universitarie nella tua decisione?
Credo che l’Università, nonostante mi abbia insegnato tante cose, sia stata determinante nella mia scelta, proprio perché mi ha fornito una formazione prettamente ospedaliera. Ho deciso che mai e poi mai avrei violentato le donne nel modo in cui avevo visto fare all'ospedale in cui ho svolto il tirocinio, mai avrei visitato continuamente le donne, praticato episiotomia di routine, pratica che io considero come una MGF (Mutilazione Genitale Femminile). Poche ostetriche trattavano le donne con rispetto, come soggetto protagonista dell’evento nascita. Ho così compreso di allontanarmi dalla realtà ospedaliera almeno per il momento e dedicarmi all'assistenza sul territorio che mi piace molto.
Pensi che il corso di laurea prepari a questo tipo di esperienza?
Assolutamente no! Il Corso di Laurea non prepara a questo tipo di esperienza, ma ad una formazione ospedaliera. Durante il tirocinio pratico ognuna di noi era affidata ad una tutor personale, sin dal II° anno assistevamo i travagli, i parti, i post-partum e i puerperio sotto la supervisione della tutor, per questo sono stata fortunata e ho acquisito molta esperienza (anche se non si finisce mai di imparare e di fare esperienza…) ma mancava il rispetto per le donne e questo, per me, è alla base per poter essere una “brava” ostetrica.
Pensiero libero:
Cosa significa essere ostetrica?
Essere ostetrica vuol dire condividere la magia di essere donne sempre: dalla pubertà, passando attraverso la gravidanza, il parto, il puerperio, ma anche nelle donne che non possono avere figli e nelle adolescenti, con rispetto, sempre! Per me essere ostetrica è: Rispetto, Sostegno, Supporto, Emozione, Fede, Amore, Passione, Empatia, Cuore, Empowerment, Salute, Rete, Anima, Benessere, Mammana, Neonato, Scienza, Felicità, Accompagnamento, Donna, Sapere, saper essere, saper fare.
Definisci l’universo femminile con 10 parole
Amore, sensibilità, gioia, vita, passione, condivisione, maternità, complicità, nutrimento, armonia tra mente e corpo.
La vostra Ostetrica Sonia si racconta
Dati generali:
Nome e Cognome: Sonia Levantino
Città in cui si esercita: Trapani e Palermo
Recapiti
Email: sonci_ostetrica@hotmail.it
Pagina fb: https://www.facebook.com/pages/Ostetriche-Maria-e-Sonia/464962083519006
Sito internet: www.dueostetricheperamiche.jimbo.com
Blog: http://zuccheroemielematernage.blogspot.it/
Cell 3291016744
Inizio attività (compresa la formazione)
Mi sono laureata in Ostetricia il 30 novembre 2011 con 110/110 , presso l’Università degli Studi di Palermo, sede formativa Trapani con una tesi intitolata: “Allattamento al seno, una goccia di saggezza una grande opportunità”. Dopo la laurea, ho cercato di capire cosa volessi fare della mia vita…così ho iniziato a fare volontariato presso una struttura ospedaliera pubblica, ma non ero soddisfatta..ricordo che il secondo giorno mi chiusi in bagno e mi misi a piangere: dove ero capitata? Quella non era la strada per me! Tutte quelle donne passive, medici che ordinavano a destra e a manca, sala parto con 30 persone all’interno…così, mi sono dedicata al corso pre parto della stessa struttura, e devo dire che le soddisfazioni lì sono arrivate. Il feeling che si forma con le donne del corso è veramente speciale perché inizi a conoscerle nel profondo e anche loro si rivolgono a te come un punto di riferimento. Ho capito che la vita dell’ospedale non fa per me.
Città in cui si esercita: Trapani e Palermo
Recapiti
Email: sonci_ostetrica@hotmail.it
Pagina fb: https://www.facebook.com/pages/Ostetriche-Maria-e-Sonia/464962083519006
Sito internet: www.dueostetricheperamiche.jimbo.com
Blog: http://zuccheroemielematernage.blogspot.it/
Cell 3291016744
Inizio attività (compresa la formazione)
Mi sono laureata in Ostetricia il 30 novembre 2011 con 110/110 , presso l’Università degli Studi di Palermo, sede formativa Trapani con una tesi intitolata: “Allattamento al seno, una goccia di saggezza una grande opportunità”. Dopo la laurea, ho cercato di capire cosa volessi fare della mia vita…così ho iniziato a fare volontariato presso una struttura ospedaliera pubblica, ma non ero soddisfatta..ricordo che il secondo giorno mi chiusi in bagno e mi misi a piangere: dove ero capitata? Quella non era la strada per me! Tutte quelle donne passive, medici che ordinavano a destra e a manca, sala parto con 30 persone all’interno…così, mi sono dedicata al corso pre parto della stessa struttura, e devo dire che le soddisfazioni lì sono arrivate. Il feeling che si forma con le donne del corso è veramente speciale perché inizi a conoscerle nel profondo e anche loro si rivolgono a te come un punto di riferimento. Ho capito che la vita dell’ospedale non fa per me.
Storia formativa:
Come è nata l’idea di voler fare l’ostetrica?
Beh, ce n’è voluto di tempo! Mi sono diplomata abbastanza presto, ormai quasi 10 anni orsono. Nella mia famiglia c’è una grossa storia di ostetricia: mia mamma fa l’ostetrica, la mia trisavola e la mia prozia altrettanto. Tanto che come “soprannome” (come si usa qui al sud) la mia famiglia ha quello di “Mammani” (cioè gli ostetrici). Ma io che sono sempre stata bastian contrario non potevo cedere così facilmente! Così, nonostante la mia passione per la parte scientifica medica, ho deciso di iscrivermi a lettere ma con scarsissimi risultati…non riuscivo a fare un passo avanti tanto che alla fine mi sono ritirata dall’università e messa a lavoricchiare. Un giorno (me lo ricordo come se fosse ieri) seduta a tavola a cena si parlava con i miei genitori dei figli che seguono la stessa professione. E lì l’illuminazione: e se anche io fossi stata destinata a questo? Così dopo una notte di pensieri, avvisai i miei genitori che volevo fare l’ostetrica. E da lì tutto un corri corri…feci il test il primo anno e sorpresa: non entrai! Passò un altro anno per fare un altro test stavolta molto più difficile del precedente e sorpresone: ENTRAI! Trasferendomi a Trapani seppi che avevo fatto la scelta giusta: si aprì davanti a me una nuova strada, quella della Sonia attuale, ostetrica e donna rinnovata.
Come ti aspettavi che fosse il tipo di lavoro?
Beh me lo aspettavo un po’ come è stato. Dato le esperienza familiari certo non mi mancava quale fosse la realtà della professione. Però pensavo che l’ostetrica fosse quella che in ospedale “facesse nascere i bambini” come da convinzione sociale….quanto mi sbagliavo! E quanto mi sarebbe piaciuto conoscere la mia trisavola che faceva l’ostetrica condotta: mi avrebbe detto molto più lei sull’ostetricia che tutti i manuali di questo mondo.
Si è rivelato essere come pensavi , se no com’è nella realtà?
La realtà è molto peggiore di quello che mi aspettavo. La consapevolezza femminile si è andata perdendo e così anche la consapevolezza ostetrica. Ci siamo ridotte a un manipolo di esecutrici degli ordini medici. E non esiste la collaborazione né il senso di appartenenza alla categoria ostetrica…per la maggior parte del tempo di ritrovi a combattere non solo con chi si vuole appropriare del tuo ruolo ma anche e soprattutto con le colleghe ostetriche!
Pensi che il corso di laurea necessiti di modifiche? Quali potrebbero essere i miglioramenti nell’iter universitario?
Altroché se ne necessità! L’insegnamento è esageratamente diversificato ed improntato su base medica. E a volte i formatori sono aggiornati a quando si sono diplomati loro. Inoltre vi sono una sfilza di insegnamenti totalmente inutili mancando invece materie molto più pratiche ed utili nel futuro.
Quali potrebbero essere i miglioramenti?
Innanzitutto i formatori dovrebbero essere aggiornati e competenti, per la maggior parte ostetrici e meno medici. Secondo, aumenterei le ore di tirocinio, il corso di laurea a 5 anni (si impazzisce a stare dietro a tutto in 3 anni). Terzo eliminerei le materie inutili controbilanciandole con materie più utili come i rimedi naturali per la gravidanza, la libera professione ostetrica, l’assistenza domiciliare dopo il parto e maggiore conoscenza sul sostegno all’allattamento al seno (materie in cui la maggior parte delle ostetriche scarseggiano ahimè). Ovviamente si potrebbe integrare molto altro (come per esempio un tirocinio con ostetriche che fanno parti
in casa o il sostegno della donna in menopausa)
Formazione post base:
Come hai integrato la formazione di base?
in casa o il sostegno della donna in menopausa)
Formazione post base:
Come hai integrato la formazione di base?
L’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze ed abilità, oltre che essere previsto per legge, è uno degli obblighi deontologici della professione e una delle basi della professione ostetrica. Ho integrato con parecchi libri, articoli scientifici, esperienza sul campo, e molti congressi e corsi nella mia regione e non, (conduzione del percorso nascita, emergenze ostetriche, psicologia funzionale e molti altri), per tenermi sempre a contatto con il progresso scientifico tanto da superare i crediti richiesti per questo anno formativo già a Maggio.
Quali aspetti o elementi della professione hai deciso di approfondire?
Essendo una che pretende molto da me stessa non mi è bastato fermarmi alla sala parto! E’ una tale noia autolimitarsi quando c’è un intero mondo femminile che mi aspetta! La gravidanza è un aspetto che mi piace parecchio, il percorso nascita è un momento da sostenere oltre che l’accompagnamento al travaglio. Quando una donna si sente competente nella maternità grazie al tuo lavoro è lì che sei diventata ostetrica.
Cosa significa per te continuare ad aggiornarti?
Significa acquisire nuove conoscenze che mi porteranno ad essere non solo un’ostetrica migliore ma anche una donna migliore
Essendo una che pretende molto da me stessa non mi è bastato fermarmi alla sala parto! E’ una tale noia autolimitarsi quando c’è un intero mondo femminile che mi aspetta! La gravidanza è un aspetto che mi piace parecchio, il percorso nascita è un momento da sostenere oltre che l’accompagnamento al travaglio. Quando una donna si sente competente nella maternità grazie al tuo lavoro è lì che sei diventata ostetrica.
Cosa significa per te continuare ad aggiornarti?
Significa acquisire nuove conoscenze che mi porteranno ad essere non solo un’ostetrica migliore ma anche una donna migliore
Storia lavorativa
Qual è stato l’evento saliente che ti ha fatto scegliere la libera professione?
Il lavoro di volontariato mi ha dato la spinta. Non avrei mai voluto ridurmi a dire “Ok sei medico hai ragione tu” e ad eseguire gli ordini come un bravo soldatino. A me piace pensare.
Cosa significa per te lavorare autonomamente?
Significa poter essere me stessa. Significa essere responsabile del mio lavoro e di me stessa con tutti i pro e i contro che sono pronta a sobbarcarmi.
Quanto sono stati importanti le esperienze universitarie nella tua decisione?
Direi determinante. Ogni volta che ero in ospedale per tirocinio e anche quando adesso vado in ospedale mi dico “Mai e poi mai tratterò una donna in questo modo”. E anche “Mai e poi mai verrò a partorire in ospedale”. Il poco rispetto per le donne e per i colleghi che c’è in ospedale mi ha dato la spinta per buttarmi nell'avventura della libera professione.
Qual è stato l’evento saliente che ti ha fatto scegliere la libera professione?
Il lavoro di volontariato mi ha dato la spinta. Non avrei mai voluto ridurmi a dire “Ok sei medico hai ragione tu” e ad eseguire gli ordini come un bravo soldatino. A me piace pensare.
Cosa significa per te lavorare autonomamente?
Significa poter essere me stessa. Significa essere responsabile del mio lavoro e di me stessa con tutti i pro e i contro che sono pronta a sobbarcarmi.
Quanto sono stati importanti le esperienze universitarie nella tua decisione?
Direi determinante. Ogni volta che ero in ospedale per tirocinio e anche quando adesso vado in ospedale mi dico “Mai e poi mai tratterò una donna in questo modo”. E anche “Mai e poi mai verrò a partorire in ospedale”. Il poco rispetto per le donne e per i colleghi che c’è in ospedale mi ha dato la spinta per buttarmi nell'avventura della libera professione.
Pensi che il corso di laurea prepari a questo tipo di esperienza?
Assolutamente no! L’ostetrica ospedaliera a cui noi del corso eravamo affiancate l’unico compito che aveva era il parto. E prima? E dopo? Non c’è nulla? Oh si che c’è! Basta avere il coraggio di distaccarsi un poco dalla massa.
Pensiero libero:
Cosa significa essere ostetrica?
Essere ostetrica vuol dire intanto essere donna. Essere fermamente convinta che la donna nei momenti del parto e della gravidanza è ciò che più vicino c’è a Dio su questa terra. Il potere e la potenza di dare la vita. Significa essere una donna che sostiene il divino! Sotto un certo punto di vista molto spirituale significa essere la sacerdotessa della vita.
Assolutamente no! L’ostetrica ospedaliera a cui noi del corso eravamo affiancate l’unico compito che aveva era il parto. E prima? E dopo? Non c’è nulla? Oh si che c’è! Basta avere il coraggio di distaccarsi un poco dalla massa.
Pensiero libero:
Cosa significa essere ostetrica?
Essere ostetrica vuol dire intanto essere donna. Essere fermamente convinta che la donna nei momenti del parto e della gravidanza è ciò che più vicino c’è a Dio su questa terra. Il potere e la potenza di dare la vita. Significa essere una donna che sostiene il divino! Sotto un certo punto di vista molto spirituale significa essere la sacerdotessa della vita.
Definisci l’universo femminile con 10 parole
Passione, amore, forza, coraggio, calore, divino, abbraccio, sapienza, potere, volontà.
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giovedì 2 agosto 2012
Il racconto di Monia: la nascita di Alessia e Sara
Così rimango in ospedale. Dopo 3 giorni di perdite leggere mi dicono che dovranno indurmi il parto per far nascere la bambina. Così inizia la trafila: mi hanno messo 3 volte il gel ma il parto non si apriva e dopo 2 giorni di insistenze e la supplica da parte mia di avere un cesareo, il ginecologo di turno mi chiede se realmente, con la possibilità di avere un parto naturale, io avrei preferito una sala operatoria e perdere l'occasione di veder nascere la mia bambina. I medici e le ostetriche mi hanno dato la forza e il coraggio di affrontare la situazione e con serenità abbiamo iniziato l'induzione del travaglio con flebo di ossitocina. In sala parto eravamo solo io e mio marito. Lui mi sosteneva e io, una volta in piedi, un'altra accovacciata, facevo il possibile per assecondare il dolore finché, dopo 4 ore e mezza di travaglio sono arrivate le spinte! A quel punto l'ostetrica però chiama il chirurgo perché la bimba sembra"incastrata"!!! Niente panico mi dico...loro sanno sicuramente cosa fare! E infatti senza molte esitazioni mi praticano episiotomia e la bimba esce! Mentre mi finivano di "sistemare" lascio una promessa alle ostetriche che mi avevano seguito in quei giorni: "ci vediamo tra un paio d'anni con il prossimo bimbo!"....e così è stato! A ottobre del 2011 rimango di nuovo incinta....questa volta senza tanto cercare!!! Aimè questa gravidanza, senza nausee e senza fastidi, è piena di complicazioni molto gravi: è una gravidanza gemellare (biamniotica e bicoriale per fortuna!) e uno dei 2 gemellini purtroppo non ce la farà...... psicologicamente sono stata malissimo e sto ancora affrontando lo scoglio per cui non entro in particolari...ma la gravidanza procede per Sara. Al quinto mese, dopo esecuzione dell'amniocentesi rischio di perdere anche Sara perché il sacco si è bucato e il liquido amniotico è quasi completamente fuoriuscito. Passo i rimanenti mesi a letto sdraiata e finalmente il 29 giugno, con 2settimane di anticipo, rompo le membrane! Questa volta sono felicissima perché mi "allago". Con tutta calma faccio una doccia e chiamo mio marito. Andiamo all'ospedale, mi visitano ed è tutto ok. L'utero è ammorbidito, segno che le contrazioni dovrebbero iniziare di li a poche ore. Mi lasciano tranquilla in camera e mi dicono di aspettare le contrazioni e di andare in sala monitoraggio ogni tanto solo per il controllo dell'andamento. A mezzanotte iniziano le prime contrazioni. Ma io aspetto perché mi ricordavo un dolore molto più insopportabile.Alle 3 inizio a passeggiare nei corridoi dell'ospedale....Alle 4.45 un'ostetrica che mi aveva osservata per un pò mi chiede ogni quanto ho le contrazioni...rispondo che non sono ancora quelle giuste secondo me ma comunque rispondo che vengono ogni 3 minuti.
L'ostetrica (tra l'altro la stessa che mi aveva seguito alla prima esperienza) mi invita in sala monitoraggio e mi dice che a breve sarebbe ripassata per la visita con il ginecologo. Esce dalla stanza ma ad un certo punto comincio ad avvertire le spinte. Chiamo l'ostetrica che viene subito a vedermi e...........quasi a sorpresa, dilatazione completa, bimba con la testa pronta ad uscire....Andiamo in sala parto e questa volta mio marito non fa a tempo ad arrivare! Con sole 3 spinte, nessuna episiotomia e nessun medico in stanza (solo l'ostetrica e l'infermiera che mi hanno dato supporto in quei momenti) nasce la piccola Sara! Dopo entrambi i parti ho subito allattato al seno e con grande gioia le mie bimbe si son attaccate da subito senza problemi!
Questa la mia storia......un ricordo meraviglio che porterò sempre nel cuore!
La storia di Teresa
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