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venerdì 3 agosto 2012

La vostra Ostetrica Sonia si racconta

Dati generali:
Nome e Cognome: Sonia Levantino
Città in cui si esercita: Trapani e Palermo
Recapiti
Email: sonci_ostetrica@hotmail.it
Pagina fb: https://www.facebook.com/pages/Ostetriche-Maria-e-Sonia/464962083519006
Sito internet: www.dueostetricheperamiche.jimbo.com
Blog: http://zuccheroemielematernage.blogspot.it/
Cell 3291016744

Inizio attività (compresa la formazione)
Mi sono laureata in Ostetricia il 30 novembre 2011 con 110/110 , presso l’Università degli Studi di Palermo, sede formativa Trapani con una tesi intitolata: “Allattamento al seno, una goccia di saggezza una grande opportunità”. Dopo la laurea, ho cercato di capire cosa volessi fare della mia vita…così ho iniziato a fare volontariato presso una struttura ospedaliera pubblica, ma non ero soddisfatta..ricordo che il secondo giorno mi chiusi in bagno e mi misi a piangere: dove ero capitata? Quella non era la strada per me! Tutte quelle donne passive, medici che ordinavano a destra e a manca, sala parto con 30 persone all’interno…così, mi sono dedicata al corso pre parto della stessa struttura, e devo dire che le soddisfazioni lì sono arrivate. Il feeling che si forma con le donne del corso è veramente speciale perché inizi a conoscerle nel profondo e anche loro si rivolgono a te come un punto di riferimento. Ho capito che la vita dell’ospedale non fa per me. 
Storia formativa: 
Come è nata l’idea di voler fare l’ostetrica? 
Beh, ce n’è voluto di tempo! Mi sono diplomata abbastanza presto, ormai quasi 10 anni orsono. Nella mia famiglia c’è una grossa storia di ostetricia: mia mamma fa l’ostetrica, la mia trisavola e la mia prozia altrettanto. Tanto che come “soprannome” (come si usa qui al sud) la mia famiglia ha quello di “Mammani” (cioè gli ostetrici). Ma io che sono sempre stata bastian contrario non potevo cedere così facilmente! Così, nonostante la mia passione per la parte scientifica medica, ho deciso di iscrivermi a lettere ma con scarsissimi risultati…non riuscivo a fare un passo avanti tanto che alla fine mi sono ritirata dall’università e messa a lavoricchiare. Un giorno (me lo ricordo come se fosse ieri) seduta a tavola a cena si parlava con i miei genitori dei figli che seguono la stessa professione. E lì l’illuminazione: e se anche io fossi stata destinata a questo? Così dopo una notte di pensieri, avvisai i miei genitori che volevo fare l’ostetrica. E da lì tutto un corri corri…feci il test il primo anno e sorpresa: non entrai! Passò un altro anno per fare un altro test stavolta molto più difficile del precedente e sorpresone: ENTRAI! Trasferendomi a Trapani seppi che avevo fatto la scelta giusta: si aprì davanti a me una nuova strada, quella della Sonia attuale, ostetrica e donna rinnovata. 
Come ti aspettavi che fosse il tipo di lavoro? 
Beh me lo aspettavo un po’ come è stato. Dato le esperienza familiari certo non mi mancava quale fosse la realtà della professione. Però pensavo che l’ostetrica fosse quella che in ospedale “facesse nascere i bambini” come da convinzione sociale….quanto mi sbagliavo! E quanto mi sarebbe piaciuto conoscere la mia trisavola che faceva l’ostetrica condotta: mi avrebbe detto molto più lei sull’ostetricia che tutti i manuali di questo mondo. 
Si è rivelato essere come pensavi , se no com’è nella realtà? 
La realtà è molto peggiore di quello che mi aspettavo. La consapevolezza femminile si è andata perdendo e così anche la consapevolezza ostetrica. Ci siamo ridotte a un manipolo di esecutrici degli ordini medici. E non esiste la collaborazione né il senso di appartenenza alla categoria ostetrica…per la maggior parte del tempo di ritrovi a combattere non solo con chi si vuole appropriare del tuo ruolo ma anche e soprattutto con le colleghe ostetriche! 
Pensi che il corso di laurea necessiti di modifiche? Quali potrebbero essere i miglioramenti nell’iter universitario?
Altroché se ne necessità! L’insegnamento è esageratamente diversificato ed improntato su base medica. E a volte i formatori sono aggiornati a quando si sono diplomati loro. Inoltre vi sono una sfilza di insegnamenti totalmente inutili mancando invece materie molto più pratiche ed utili nel futuro. 
Quali potrebbero essere i miglioramenti? 
Innanzitutto i formatori dovrebbero essere aggiornati e competenti, per la maggior parte ostetrici e meno medici. Secondo, aumenterei le ore di tirocinio, il corso di laurea a 5 anni (si impazzisce a stare dietro a tutto in 3 anni). Terzo eliminerei le materie inutili controbilanciandole con materie più utili come i rimedi naturali per la gravidanza, la libera professione ostetrica, l’assistenza domiciliare dopo il parto e maggiore conoscenza sul sostegno all’allattamento al seno (materie in cui la maggior parte delle ostetriche scarseggiano ahimè). Ovviamente si potrebbe integrare molto altro (come per esempio un tirocinio con ostetriche che fanno parti 
in casa o il sostegno della donna in menopausa)
Formazione post base: 
Come hai integrato la formazione di base?
L’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze ed abilità, oltre che essere previsto per legge, è uno degli obblighi deontologici della professione e una delle basi della professione ostetrica. Ho integrato con parecchi libri, articoli scientifici, esperienza sul campo, e molti congressi e corsi nella mia regione e non, (conduzione del percorso nascita, emergenze ostetriche, psicologia funzionale e molti altri), per tenermi sempre a contatto con il progresso scientifico tanto da superare i crediti richiesti per questo anno formativo già a Maggio. 
Quali aspetti o elementi della professione hai deciso di approfondire?
Essendo una che pretende molto da me stessa non mi è bastato fermarmi alla sala parto! E’ una tale noia autolimitarsi quando c’è un intero mondo femminile che mi aspetta! La gravidanza è un aspetto che mi piace parecchio, il percorso nascita è un momento da sostenere oltre che l’accompagnamento al travaglio. Quando una donna si sente competente nella maternità grazie al tuo lavoro è lì che sei diventata ostetrica.
Cosa significa per te continuare ad aggiornarti?
Significa acquisire nuove conoscenze che mi porteranno ad essere non solo un’ostetrica migliore ma anche una donna migliore
Storia lavorativa
Qual è stato l’evento saliente che ti ha fatto scegliere la libera professione? 

Il lavoro di volontariato mi ha dato la spinta. Non avrei mai voluto ridurmi a dire “Ok sei medico hai ragione tu” e ad eseguire gli ordini come un bravo soldatino. A me piace pensare.
Cosa significa per te lavorare autonomamente?
Significa poter essere me stessa. Significa essere responsabile del mio lavoro e di me stessa con tutti i pro e i contro che sono pronta a sobbarcarmi.
Quanto sono stati importanti le esperienze universitarie nella tua decisione?
Direi determinante. Ogni volta che ero in ospedale per tirocinio e anche quando adesso vado in ospedale mi dico “Mai e poi mai tratterò una donna in questo modo”. E anche “Mai e poi mai verrò a partorire in ospedale”. Il poco rispetto per le donne e per i colleghi che c’è in ospedale mi ha dato la spinta per buttarmi nell'avventura della libera professione.
Pensi che il corso di laurea prepari a questo tipo di esperienza?
Assolutamente no! L’ostetrica ospedaliera a cui noi del corso eravamo affiancate l’unico compito che aveva era il parto. E prima? E dopo? Non c’è nulla? Oh si che c’è! Basta avere il coraggio di distaccarsi un poco dalla massa.
Pensiero libero: 
Cosa significa essere ostetrica?
Essere ostetrica vuol dire intanto essere donna. Essere fermamente convinta che la donna nei momenti del parto e della gravidanza è ciò che più vicino c’è a Dio su questa terra. Il potere e la potenza di dare la vita. Significa essere una donna che sostiene il divino! Sotto un certo punto di vista molto spirituale significa essere la sacerdotessa della vita.
Definisci l’universo femminile con 10 parole
Passione, amore, forza, coraggio, calore, divino, abbraccio, sapienza, potere, volontà.

giovedì 2 agosto 2012

Il racconto di Monia: la nascita di Alessia e Sara

Ciao a tutte sono Monia, ho 31 anni e 2 bimbe rispettivamente di 3 e 1 mese. La mia storia inizia ai primi di aprile del 2009 quando dopo tanta attesa il test di gravidanza risulta positivo. Dovevamo partire per Assisi e ricordo quella vacanza come la più bella della mia vita! La gravidanza è andata benissimo! Ci sono stati tutti i fastidi più comuni: nausee fino al 7° mese, bruciori di stomaco, mal di schiena,crampi alle gambe ecc... ma la felicità di sapere che nel mio grembo stava crescendo la nostra patatina ripagava tutto. Alessia doveva nascere il 8 dicembre 2009 e invece decise di aspettare.....così il giorno 11 dicembre, uscita dalla doccia serale comincio a sentirmi leggermente bagnata. Che ansia ed emozione!!! Probabilmente si stavano rompendo le acque! Non avevo fatto corsi preparto perchè i miei datori di lavoro dell'epoca non mi permettevano molto "tempo libero" perciò nel dubbio sono corsa in ospedale. Dopo la visita e l'ecografia mi comunicano che il travaglio è ancora in alto mare, non è proprio iniziato ma essendosi rotto il sacco nella parte alta preferiscono tenermi in osservazione per monitorare la salute della bimba.
Così rimango in ospedale. Dopo 3 giorni di perdite leggere mi dicono che dovranno indurmi il parto per far nascere la bambina. Così inizia la trafila: mi hanno messo 3 volte il gel ma il parto non si apriva e dopo 2 giorni di insistenze e la supplica da parte mia di avere un cesareo, il ginecologo di turno mi chiede se realmente, con la possibilità di avere un parto naturale, io avrei preferito una sala operatoria e perdere l'occasione di veder nascere la mia bambina. I medici e le ostetriche mi hanno dato la forza e il coraggio di affrontare la situazione e con serenità abbiamo iniziato l'induzione del travaglio con flebo di ossitocina. In sala parto eravamo solo io e mio marito. Lui mi sosteneva e io, una volta in piedi, un'altra accovacciata, facevo il possibile per assecondare il dolore finché, dopo 4 ore e mezza di travaglio sono arrivate le spinte! A quel punto l'ostetrica però chiama il chirurgo perché la bimba sembra"incastrata"!!! Niente panico mi dico...loro sanno sicuramente cosa fare! E infatti senza molte esitazioni mi praticano episiotomia e la bimba esce! Mentre mi finivano di "sistemare" lascio una promessa alle ostetriche che mi avevano seguito in quei giorni: "ci vediamo tra un paio d'anni con il prossimo bimbo!"....e così è stato! A ottobre del 2011 rimango di nuovo incinta....questa volta senza tanto cercare!!! Aimè questa gravidanza, senza nausee e senza fastidi, è piena di complicazioni molto gravi: è una gravidanza gemellare (biamniotica e bicoriale per fortuna!) e uno dei 2 gemellini purtroppo non ce la farà...... psicologicamente sono stata malissimo e sto ancora affrontando lo scoglio per cui non entro in particolari...ma la gravidanza procede per Sara. Al quinto mese, dopo esecuzione dell'amniocentesi rischio di perdere anche Sara perché il sacco si è bucato e il liquido amniotico è quasi completamente fuoriuscito. Passo i rimanenti mesi a letto sdraiata e finalmente il 29 giugno, con 2settimane di anticipo, rompo le membrane! Questa volta sono felicissima perché mi "allago". Con tutta calma faccio una doccia e chiamo mio marito. Andiamo all'ospedale, mi visitano ed è tutto ok. L'utero è ammorbidito, segno che le contrazioni dovrebbero iniziare di li a poche ore. Mi lasciano tranquilla in camera e mi dicono di aspettare le contrazioni e di andare in sala monitoraggio ogni tanto solo per il controllo dell'andamento. A mezzanotte iniziano le prime contrazioni. Ma io aspetto perché mi ricordavo un dolore molto più insopportabile.Alle 3 inizio a passeggiare nei corridoi dell'ospedale....Alle 4.45 un'ostetrica che mi aveva osservata per un pò mi chiede ogni quanto ho le contrazioni...rispondo che non sono ancora quelle giuste secondo me ma comunque rispondo che vengono ogni 3 minuti. 
L'ostetrica (tra l'altro la stessa che mi aveva seguito alla prima esperienza) mi invita in sala monitoraggio e mi dice che a breve sarebbe ripassata per la visita con il ginecologo. Esce dalla stanza ma ad un certo punto comincio ad avvertire le spinte. Chiamo l'ostetrica che viene subito a vedermi e...........quasi a sorpresa, dilatazione completa, bimba con la testa pronta ad uscire....Andiamo in sala parto e questa volta mio marito non fa a tempo ad arrivare! Con sole 3 spinte, nessuna episiotomia e nessun medico in stanza (solo l'ostetrica e l'infermiera che mi hanno dato supporto in quei momenti) nasce la piccola Sara! Dopo entrambi i parti ho subito allattato al seno e con grande gioia le mie bimbe si son attaccate da subito senza problemi!
Questa la mia storia......un ricordo meraviglio che porterò sempre nel cuore!

La storia di Teresa

Salve son Teresa e racconto la mia prima gravidanza, ho scoperto di essere incinta il giorno del primo anniversario di matrimonio,una bella sorpresa!!! una gravidanza stupenda.... non ho avuto nausee, dolori, niente di niente....essendo in carne pensavo che sarei diventata enorme!!! invece prendevo 1 chilo al mese...con stupore, perché onestamente non mi limitavo a mangiare...all'ottavo mese mi è stata riscontrata la gestosi...ma avevo solamente il gonfiore ai piedi e alle mani...la mia ginecologa mi aveva detto che oltre la 40 settimana non potevo stare... mi ricovero la domenica mi fan la visita ed l'utero era accorciato dilatato perdevo muco... ma lui era ancora un pò alto, contrazioni lievi... lunedì mattina, mi visita la mia ginecologa e la situazione era la stessa e mi diceva che se non succedeva niente il giorno dopo mi facevano il cesareo... mi stimolano....le contrazioni aumentano...al pomeriggio ancora lui era sceso di poco... mi ricordo che scendevo le scale di continuo....alle sei rompo le acque...entro in travaglio...finalmente scoprivo il temuto dolore....quello che ti fà gridare come una pazza....comunque alle 9 e qualcosa la mia ginecologa mi fa un sorriso....era sceso...scendiamo in sala parto... mi assiste mia suocera....sento che devo spingere...ricordo l'entusiasmo di mia suocera che mi dice che vede i capelli................poi vedo agitazione....in una contrazione il pupo e rientrato e se girato...mi han fatto la manovra...usato il forcipe...e son andata dallo sforzo in emorragia dal naso...ero priva di forze...son riuscita a vederlo...poi mi han fatto l'anestesia, mi son svegliata un ora dopo, son risalita ed ero priva di voce...e non capivo perché mi guardavano in faccia ed capivo che c'era qualcosa che non andava....rivedo paolo mio figlio e l'emozione lascia il posto a lacrime dolci 3.600 di peso!...all'indomani mattina mia madre non sapeva come dirmelo....dallo sforzo ho avuto lo scoppio delle vene capillari e avevo gli occhi rossi di sangue....il bimbo aveva la fronte schiacciata con qualche livido..a causa del forcipe...ma ora e solo un ricordo...guardo lui e rifarei tutto!!

Lucia si racconta

Ciao a tutti sono Lucia ho 23 anni e sono mamma di una meravigliosa bambina di 4 mesi di nome Desiree ♥ tutto è cominciato con un ritardo di 10 gg nel mese di luglio..anche se ci avevo provato quel mese ad avere un bimbo non me lo aspettavo, non potevo credere di aver beccato la cicogna al primo mese e infatti per non rimanere delusa rimandavo sempre a fare il test:) finché dopo qualche gg di nausea mi decisi il 12 luglio 2011 mio marito me lo comprò e me lo portò a casa...non stavo più nella pelle dovevo farlo e allora alla sera alle 7 lo feci ed ecco le fantastiche linee rosse...rimasi senza parole..ero super emozionata e felicissima ♥ da li cominciò il mio meraviglioso cammino di vita lungo 9 mesi...una gravidanza andata benissimo x quanto riguarda la bimba♥ ma non tanto per me visto che ho vissuto 9 mesi con nausea,vomito,giramenti di testa e tutti i sintomi possibili di gravidanza:)) finalmente dopo tanto attendere arrivò il fatidico giorno...la mia principessa si fece attendere tanto,in effetti il nome non era a caso:)) partorii a 41+4 settimane..... il momento del parto è stato semplicemente stupendo..tutti mi dicevano vedrai quanto farà male! quanto sarà duro! ma per fortuna non mi sono fatta prendere mai dal panico ho solo detto: beh io nn so ancora come è...come posso avere paura di qualcosa che non so??? e infatti mi aspettavo molto peggio..certo è stato doloroso ma per me è stato abbastanza sopportabile forse perché sono stata anche abbastanza veloce (per modo di dire)...è iniziato un gg prima:persi il tappo...io ero già in ritardo di 9 giorni, mi sn detta ecco direi che è ora però a parte i primi dolorini da ciclo le vere contrazioni non ancora partivano..che ansiaaaaa..fatto sta che la notte prima stetti sempre con l'orologio in mano per vedere ogni quanto avevo dolori..niente da fare troppo discontinue e leggere per essere vere...il giorno dopo cominciai avere piccole perdite di sangue..un po preoccupata andai in ospedale il giovedì mattina, feci il tracciato e visita...e mi dissero signora niente non sono vere contrazioni,è solo preparazione..ti accorgerai quando saranno quelle vere, ti cambierà la faccia ihgiihih....così, delusa me ne tornai a casa e pensai: ecco arriverà sabato e mi indurranno (avevo già l'entrata prenotata x l'induzione sab mattina) e invece il giovedi sera 22 marzo verso le dieci e mezza cominciano i primi dolori veri ma ancora arrivano irregolari...aspettai un po' e poi andai in ospedale piangendo per la gioia perchè sapevo che era arrivato il momento...finalmente avrei visto la mia principessa ♥ fatto sta alle 11 ero in ospedale e subito andai sotto tracciato...c'erano le contrazioni ma ancora un po' irregolari...faccio la visita ed ecco una buona notizia..dilatata già di 4 cm e la bimba già bella incanalata giu... la dottoressa mi disse se rompi le acque sarai velocissima....a mezzanotte entrai in sala travaglio cominciarono le contrazioni vere, erano davvero molto veloci e infatti mi dilatavo in fretta...alle 3 e mezza ero di 9 cm....allora mi ruppero loro le acque e finalmente alle 4.16 del 23/03/2012 è nata la mia stella ♥ 3 kg 050 x 51 cm di puro amore♥ sentirla piangere è stata la cosa più bella della mia vita♥ me la misero sul petto e un misto di emozioni m'invadeva il cuore ♥ una lacrima mi scese...non ci credevo...era mia figlia..ce l'avevo fatta dopo tante ansie e paure di 9 mesi...lei,quella bimba era mia..l'avevo messa al mondo io ♥ in quel momento e solo in quel momento quando io e lei ci guardammo negli occhi capii cosa vuol dire essere felice ♥ pensate che è nata 3 gg prima del mio compleanno..al 26 marzo feci 23 anni e lei è stata il regalo più bello della mia vita ♥ sono 2 mesi che mi rende ogni giorno pieno di gioia..non potrei mai vivere senza lei semplicemente perchè LEI è la mia VITA ♥ GRAZIE DIO DI AVERMI DONATO LA COSA PIU' BELLA DELLA MIA VITA ♥

La storia di Enrica

Ciao a tutti ho 23 anni (lunedi saranno 24 ) ho un bimbo meraviglioso di nome Gabriele... tutti è iniziato il 31 maggio 2011 da un test positivo!! Io e mio marito super felici! prenoto visita e scopro che ero già di 5 settimane :) mi stabiliscono scadenza 2 febbraio 2012... a settembre ho scoperto che era un maschietto... qualcuno ha voluto che non arrivassi a febbraio... a natale sono iniziati piccoli imprevisti... a Santo Stefano la pressione troppo alta mi ha obbligata a farmi portare da mio marito in PS.. lì hanno deciso di ricoverarmi e vedere come sarebbe andata la situazione...passo capodanno..il 2 gennaio decidono di indurmi in parto...ma.. dopo 2 gel niente... il 4 mattina entro in sala parto..mi avevano detto che mi avrebbero rotto le acque invece...decidono di darmi qualche goccia di ossitocina... alle 11,55 sento che mi si sono rotte le acque...ma... l'ostetrica dice " non hai rotto le acque è una piccola emmorragia..." un pochino agitata chiedo cosa mi avrebbe fatto... decidono per il cesareo...alle 12,53 è nato il Mio Gabriele... piccolino...1,970 kg...ma sano e bellissimo... non lo mettono in incubatrice...rimane con me da subito... proviamo subito ad attaccarlo ma x la sua piccola bocca e il mio seno grande...il mio piccino nn si attacca cosi inzio con la macchinetta tiralatte che mi ha fatto compagnia fino ai 5 mesi del mio piccino...un esperienza stupenda...la rifarei mille volte...spero che quando arriverà una sorellina o un fratellino...abbia anche io la possibilità di provare il parto normale... ♥

martedì 31 luglio 2012

Come si forma il latte?


La lattazione è l’insieme dei processi che comportano lo sviluppo morfo-funzionale della ghiandola mammaria, l’inizio ed il mantenimento della secrezione lattea e l’espulsione del latte. Comprende: 
  1. Sviluppo e preparazione della ghiandola mammaria 
  2. Lattogenesi o “montata lattea” 
  3. Galattopoiesi (mantenimento della secrezione lattea) 
  4. Eiezione del latte


Sviluppo e preparazione della ghiandola mammaria 

 La mammella completa il suo sviluppo solo in gravidanza grazie agli estrogeni ed al progesterone. 
 Nelle cellule della mammella si accumulano gocce di lipidi e protidi (precursori del latte), con aumento di volume. 
  •  La fuoriuscita del latte nel lume alveolare avviene per secrezione perchè all’esterno delle cellule ghiandolari degli acini stanno cellule mioepiteliali contrattili (cellule a paniere). Altre cellule mioepiteliali stanno intorno ai dotti escretori (importanti per l’espulsione del latte). 
  •  In gravidanza l’aumento di volume della mammella è dovuto soprattutto all’aumento della componente ghiandolare, meno per l’aumento del connettivo e del tessuto adiposo.
A volte nelle primigravide all’inizio della gestazione il capezzolo spesso è rigido e parzialmente retratto ma poi si mobilizza e diventa più prominente quasi sempre (grazie agli estrogeni prodotti).


LATTOGENESI 

 La Prolattina (PRL) è l’ormone principale per la lattogenesi, garantisce la secrezione lattea e la sintesi della più importante proteina del latte, la CASEINA.  Lo stimolo ormonale che avvia la lattogenesi è dato dalla caduta improvvisa dopo il parto dei livelli di Estrogeno e Progesterone. La Prolattina è così libera di agire a livello mammario. Almeno per 6 mesi nella donna che allatta, la PRL rimane alta. 

1. FASE COLOSTROGENA: dai primi mesi di gravidanza inizia una modesta attività secretiva mammaria con produzione del “colostro”, liquido ad alto contenuto proteico. Si protrae per i primi 4-5 gg dopo il parto. 

2. FASE LATTOGENA: è detta anche “montata lattea” ed è la fase in cui inizia la vera lattogenesi. Si caratterizza per turgore mammario, congestione, aumento temperatura locale, tensione, Nei primi giorni della fase lattogena il latte ha caratteristiche intermedie tra il colostro ed il latte definitivo. Il latte definitivo o maturo è prodotto dal 10-15°g. Lo stimolo suzionale già dalle prime ore dopo il parto favorisce la lattogenesi e ne determina il corretto svolgimento. 


GALATTOPOIESI 

E’ il mantenimento della secrezione lattea e dipende da un riflesso innescato dalla suzione del capezzolo (riflesso mammillo-ipotalamo-preipofisario o eccitosecretorio). La suzione del capezzolo provoca a livello ipotalamico un’inibizione della dopamina con aumento dell’immissione in circolo di PRL. I livelli più alti di PRL si hanno alla fine della suzione (preparazione della ghiandola alla poppata successiva). Lo stimolo suzionale è indispensabile per il mantenimento della lattazione. Anche per la galattopoiesi oltre che la PRL sono importanti altri ormoni (tiroxina, ormoni corticosurrenalici, insulina). Quando cessa la suzione, si arresta la galattopoiesi ed il tessuto ghiandolare mammario torna allo stato pregravidico.

EIEZIONE DEL LATTE

Tra una poppata e l’altra il latte viene prodotto continuativamente e si accumula in tutto l’apparato escretore. 
Questo latte è 1/3 di quello che verrà emesso con la successiva poppata e contiene pochi lipidi e protidi (LATTE ANTERIORE). Con la suzione si attiva il riflesso mammillo-postipofisario con liberazione di ossitocina e contrazione delle cellule mioepiteliali alveolari e duttali con eiezione del latte e immissione nei dotti del “latte posteriore” ricco in lipidi e protidi (2/3 di tutto il latte prodotto): la parte finale sarà più ricca quindi di lipidi e protidi. Per aspirazione dovuta alla suzione e per contrazione mioepiteliale da ossitocina, si ha il deflusso del latte. Per effetto dell’ossitocina durante la poppata la puerpera può avvertire le contrazioni uterine (morsi uterini) che favoriscono l’involuzione uterina. In varie situazioni la secrezione di ossitocina può avvenire senza lo stimolo tattile (avvicinamento o pianto del neonato). La PRL invece deve essere sempre disponibile per mantenere la secrezione e rimpiazzare il latte emesso. La mammella immagazzina il latte al massimo per 48 ore, dopo le quali la produzione si riduce.



venerdì 20 luglio 2012

Kangaroo Mother care: cos'è e perchè farla


Oggi si ritiene che la marsupioterapia (kangaroo mother care) sia indispensabile per uno sviluppo sano del prematuro, in modo particolare per i bambini meno stabili di salute: il "kangarooing" non è solo una pratica carina, ma ha una sua vera e propria utilità! Oltretutto essa favorisce la produ­zione di latte e l’inizio dell'allattamento. Il latte materno è una medicina, allattare una terapia! La Marsupioterapia (KMC) è la cura dei neonati pretermine basata sul contatto pelle a pelle madre-bambino. Si tratta di un semplice ed efficace metodo per promuovere la salute e benessere sia dei neonati pretermine che dei neonati a termine.

I momenti fondamentali della Marsupioterapia si basano:

1) sul precoce, continuo e prolungato contatto pelle a pelle tra madre e bambino realizzato lasciando i neonati giorno e notte sul petto della madre,

2) sul frequente ed esclusivo allattamento al seno,

3) sulla precoce dimissione dall'ospedale.

La KMC fu proposta per la prima volta da Rey e Martinez, a Bogotà in Colombia, dove venne introdotta come alternativa alla carenza e inadeguatezza delle incubatrici per la cura dei neonati pretermine. E' oggi considerato il metodo preferito di intervento per ridurre la mortalità e la morbidità nei Paesi in via di sviluppo, ma nell'ultimo decennio si è assistito ad una notevole diffusione anche in Occidente ed in particolare negli USA, in Gran Bretagna ed in altri Paesi nord europei. La KMC viene utilizzata anche al fine di favorire “l’empowerment" della madre in particolare, ma più in generale della famiglia, rendendo partecipi tutti nella cura primaria del bambino. Ma soprattutto la KMC rappresenta un tentativo efficace di umanizzazione delle cure neonatali, attraverso la promozione del "bonding" tra madre e bambino e dell'allattamento: due elementi essenziali per la sopravvivenza e lo sviluppo dei neonati di basso peso. "Quasi due decadi di ricerche e di miglioramenti hanno reso chiaro quanto la KMC sia molto di più che una semplice alternativa alle incubatrici per la cura dei neonati pretermine. E' stato dimostrato come la KMC sia efficace per il controllo termico, l’allattamento, l'attaccamento madre bambino in tutti i neonati, indipendentemente dal luogo, dal peso, dall'età e dalle con­dizioni cliniche". L’evidenza dell'efficacia e della sicurezza della KMC è stata ampiamente dimostrata soprat­tutto per i neonati pretermine stabilizzati, non patologici. Numerosi studi randomizzati e controllati hanno stabilito che:

• La KMC è almeno equivalente alle cure convenzionali in termini di sicurezza, controllo ter­mico ed indici di mortalità.

• La KMC favorisce l'allattamento al seno ed offre notevoli vantaggi nei casi di severa morbidità.

• La KMC contribuisce all'umanizzazione delle cure dei neonati, favorendo l'attaccamento madre-bambino, nei Paesi in via di sviluppo come nei Paesi occidentali. 
 
• La KMC è un moderno metodo di cura che può essere applicato ovunque, perfino lì dove le tecnologie avanzate e cure adeguate sono disponibili.
 
La KMC deve essere iniziata quanto prima dopo la nascita, possibilmente in sala parto, sem­pre tenendo presente che le cure iniziali per i neonati con complicazioni dovranno seguire le linee guida e i protocolli nazionali. In tutti i neonati stabilizzati la decisione di iniziare la KMC va presa sulla base delle condizioni cliniche del bambino e concordata con la volontà della madre: qualsiasi separazione madre bambino dovrebbe essere evitata quando possibile. Esistono due modalità di approccio alla KMC: la forma continua e la forma intermittente. La KMC continua rappresenta un' alternativa alle cure convenzionali in incubatrice per i neona­ti che hanno già superato i problemi maggiori di adattamento alla vita extrauterina. Nei casi in cui la forma continua non sia praticabile, la KMC può essere eseguita in maniera intermit­tente. Cicli non inferiori alle due ore devono essere proposti, incominciando prima del pasto e continuando il più possibile. Almeno due ore di KMC sono importanti perché provvedono alla stimolazione di cui la madre necessita per incrementare la produzione del latte e la fuo­riuscita, e offre al neonato la possibilità di attaccarsi al seno spontaneamente regolando auto­nomamente la propria nutrizione. Tutti i piccoli nati possono beneficiare della KMC, anche quelli ricoverati nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale, che possono essere sottoposti a brevi cicli di KMC. La prima fase della KMC è fondamentale e richiede tempo e tranquillità. E' necessaria la disponibilità di un ambiente calmo e caldo; bisogna incoraggiare la presenza anche del padre; la madre in questa fase ha bisogno di tranquillità e rassicurazioni. Quando la madre si pone a contatto con il proprio bambino, è bene descriverle ogni passo della KMC in modo tale che sia ella stessa gradualmente a poter andare avanti autonoma­mente conscia dei benefici che questo contatto pelle a pelle avrà sul proprio figlio. La posizione corretta è data dal contatto pelle a pelle tra la madre e il bambino posto verti­calmente tra i seni della mamma ricoperto dai suoi vestiti. La madre potrà allattare in questa posizione, la KMC favorirà l'allattamento al seno. Dopo aver posizionato il bambino in maniera corretta è bene rimanere per un po' con la mamma, spiegando come osservare il bambino e incoraggiandola a muoversi. La KMC deve essere iniziata gradualmente; in genere la durata non deve essere inferiore ai 60 minuti perché cambiamenti frequenti potrebbero essere stressanti per il neonato. 11 con­tatto pelle a pelle andrà incrementato gradualmente fino a diventare continuo quando possi­bile, giorno e notte, interrotto solo per poche operazioni necessarie. Quando la madre ha bisogno di distaccarsi dal proprio bambino, la KMC potrà essere porta­ta avanti anche dal padre! Durante la KMC il bambino va monitorato, E' bene valutare ogni tanto la temperatura cor­porea; l'ipotermia è rara durante la KMC ma può verificarsi. E' importante inoltre osservare il respiro del neonato e più in generale assicurarsi del benessere del bambino. Sono molto rari i casi di apnea del neonato durante KMC. Gli studi al contrario evidenziano che il contatto pelle a pelle regolarizza il respiro e riduce il rischio di apnea.

Quando disposto in posizione Canguro, il neonato cade in uno stato-di tranquillità, spesso si addormenta; il sonno è generalmente tranquillo con respirazioni regolari e diminuzione dei movimenti attivi.

Diversi studi hanno evidenziato anche dei vantaggi per quanto riguarda lo sviluppo neuro­comportamentale dei neonati trattati con la KMC. Il contatto pelle a pelle induce una com­binazione di diversi stimoli sensoriali: stimoli acustici, attraverso la voce materna, stimoli olfattivi attraverso la pelle ed il seno materno, stimoli vestibolari e tattili, stimoli visivi, in quanto la posizione permette al neonato di fissare lo sguardo materno e tutto ciò che gli gira intorno.

Nel suo insieme vivere l'esperienza della KMC è un evento stimolante e di grande intensità, che aiuta la madre e la famiglia intera ad abituarsi e a renderli partecipi e coinvolti in manie­ra attiva nelle cure del neonato specie se pretermine e di basso peso. La KMC in una dimen­sione ancora più ampia ha il privilegio di promuovere un approccio più sensibile e umano alla cura dei neonati a tutti i livelli, in controtendenza ad un processo di medicalizzazione ecces­siva che ha preso piede negli ultimi due decenni. 

Grazie a chi ci aiuterà a portare avanti il nostro progetto.